Parrocchia di Santa Maria di Lagaro (Bo)

Quella   testimonianza, che rischia purtroppo di essere circoscritta solo a quanti esercitano un qualche   ufficio in parrocchia, ora comprende persone che fino a poco tempo prima erano lontane dalla fede.   L'adorazione eucaristica perpetua permette così di lasciare sempre acceso il motore della fede in una comunità cristiana che va   dal bambino all'anziano. Prendendosi cura tutti i giorni, insieme, di quel Gesù risorto che è Dio con noi, la comunità riesce a dare sapore a tutte le molteplici attività umane, grazie a quel credente che sta solo davanti a Gesù a nome di tutti! 

E' sicuramente un grande servizio l'adorazione, ma a maggior ragione se perpetua: gli adoratori infatti esercitano una grande carità verso i loro fratelli, perché a qualsiasi ora del giorno e della notte danno la possibilità a chiunque entri in chiesa, di godere del Santissimo Sacramento esposto: chi adora non si fa solo custode ma esercita la carità vera, quella teologale, cioè presentare Gesù in persona a coloro che lo cercano entrando in cappella.

Anche l'eucaristia domenicale viene vissuta con maggiore intensità: da quelli che già vi partecipano regolarmente, in quanto l'adorazione ha fatto riscoprire in loro il senso della presenza reale che avevano smarrito, e anche da quanti si sono allontanati da tempo: costoro attraverso l'impegno fisso dell'ora di adorazione alla settimana sentono il bisogno di giungere pur lentamente a nutrirsi del pane eucaristico. 

All'interno dell'adorazione perpetua non si deve tralasciare il significato profondo della preghiera di notte; chi fa adorazione di notte   scopre maggiormente la bellezza dell'intimità con Gesù, facilitata da quel silenzio assoluto che è preludio all'incontro con Dio. Se poi essere cristiani significa essere figli della luce, a maggior ragione la notte è il   tempo   favorevole per far risplendere quella luce che è Gesù risorto e   per allontanare tutte le tenebre di peccato che fanno guerra all'uomo. A riguardo alcune madri della parrocchia hanno pensato di   coprire qualche   ora   del sabato notte per lottare contro quelle tenebre del male che attanagliano i loro giovani figli: questo conferma quanto il grado di umanità e di civiltà in un paese sia direttamente proporzionale alla preghiera fatta davanti a Gesù esposto. 

Al recente congresso eucaristico internazionale svoltosi in Messico nell'ottobre del 2004, si è dato risalto all'adorazione eucaristica dei bambini . E' la scommessa e lo scatto in avanti che la parrocchia ha voluto fare nella catechesi: il catechista educatore   non deve parlare solo di Gesù, ma deve condurre il bambino da Gesù. Non si fa solo adorazione con l'intera classe al termine dell'incontro settimanale, ma il bambino va   a fare visita a Gesù anche fuori orario, caso mai prima della scuola, guidando pure la mamma a un'esperienza di fede impensabile fino a poco tempo prima: i ruoli si sono invertiti, facendo del bambino eucaristico un vero educatore.

Infine a me parroco spetta la gioia di non dire più che la Messa è finita, in quanto ad ogni ora c'è sempre qualcuno che continua quell'eucaristia venendo alla fonte ad attingerne   frutti di vita perché niente vada perduto.

Ho iniziato questo articolo citando Giovanni Paolo II, uomo eucaristico, lo chiudo con le parole di papa Benedetto XVI del 20 aprile scorso, perché motivano la scelta pastorale per un vicariato e una parrocchia,   dell'adorazione perpetua: “A tutti chiedo di intensificare nei prossimi mesi l'amore e la devozione a Gesù Eucaristia e di esprimere in modo coraggioso e chiaro la fede nella presenza reale del Signore”.

Don Roberto Pedrini

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