Zenit 18 aprile 2011

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San Francesco e l’adorazione eucaristica perpetua

di fra Marco Ferrario* ROMA, lunedì, 18 aprile 2011 (ZENIT.org).- S. Francesco d’Assisi (1182 -1226), dal punto di vista della devozione all’Eucaristia, si è trovato a vivere in un’epoca un po’ simile alla nostra. Allora vi era una certa disaffezione verso l’Eucaristia. Questo fu fonte di tanta sofferenza per lui, ma non rimase inerte, per cui non perdette occasione per esortare all’amore verso il Cristo che ancora nell’oggi s'incarnava nella celebrazione eucaristica e rimaneva presente nel tabernacolo.

Il suo amore era così forte che lo spinse anche a un’iniziativa curiosa: mandava i frati armati di scopa a pulire le chiese perché diventassero residenze dignitose del Signore, Re dei Re. S. Chiara condivise lo stesso slancio, ma con modalità femminile. Passò la vita a tessere e confezionare corporali e biancheria per l’altare per le chiese attorno ad Assisi, per dire con i fatti il suo amore, rispetto e devozione per Gesù presente nell’Eucaristia. S. Francesco nota un’analogia tra l’Eucaristia e l’Incarnazione di Gesù.

Zenit 15 aprile 2011

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 Madre Letizia Zagari e l'evangelizzazione eucaristica

ROMA, venerdì, 15 aprile 2011 (ZENIT.org).- “Se tu conoscessi il dono di Dio”: queste le parole evangeliche che risuonavano nel cuore di Letizia Zagari e le facevano esclamare: “Voglio essere missionaria dell’Eucaristia, ai miei fratelli spezzerò il pane della Parola”. La Serva di Dio Madre Letizia Zagari, nata a Napoli il 20 settembre 1897 da genitori calabresi, laica impegnata nell’Azione Cattolica e fondatrice della Congregazione delle Figlie di Nostra Signora dell’Eucaristia, apostola infaticabile nel far conoscere, amare ed adorare Gesù nell’Eucaristia, ha precorso i tempi del Concilio Vaticano II e dell’attuale “primavera eucaristica”, incoraggiata dal Magistero di Giovanni Paolo II e auspicata da Benedetto XVI, lavorando nella Chiesa dei SS.

Apostoli di Napoli prima, e poi in altre parrocchie dell’Archidiocesi partenopea, affinché la Celebrazione Eucaristica fosse attivamente e consapevolmente partecipata da tutti i fedeli e trovasse il suo prolungamento nell’Adorazione Eucaristica e nella vita offerta al Padre con Gesù, nel dono di sé ai fratelli. Madre Letizia è stata una “donna eucaristica” che, in ottantotto anni di vita, ha avuto modo di offrire a Dio e alla Chiesa il dono integrale di una vita cristiana ricca di qualità morali e intellettuali, di interiorità contemplativa e di passione ecclesiale, che si è espressa in un’azione apostolica incisiva e rispondente alle necessità sociali e spirituali del suo tempo.

Zenit 1 marzo 2011

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Cresce la pratica dell’adorazione eucaristica perpetua (II)

Intervista a don Alberto Pacini

di Antonio Gaspari 

 

ROMA, martedì, 1° marzo 2011 (ZENIT.org).- Porre l’Eucaristia al centro genera in tutti i parrocchiani “un grande risveglio” ed “un rinnovato slancio” ad una più viva partecipazione. E' quanto afferma a ZENIT don Alberto Pacini, predicatore e rettore della chiesa di S. Anastasia a Roma.

Cosa pensa il Pontefice dell’adorazione perpetua? Ed in che modo questa pratica sta entrando nella vita ordinaria delle parrocchie?

Don Alberto Pacini: Il Papa Benedetto scrive in Sacramentum Caritatis 66: « Già Agostino aveva detto: «nemo autem illam carnem manducat, nisi prius adoraverit; peccemus non adorando – Nessuno mangia questa carne senza prima adorarla; peccheremmo se non la adorassimo». Nell'Eucaristia, infatti, il Figlio di Dio ci viene incontro e desidera unirsi a noi; l'adorazione eucaristica non è che l'ovvio sviluppo della Celebrazione eucaristica, la quale è in se stessa il più grande atto d'adorazione della Chiesa. Ricevere l'Eucaristia significa porsi in atteggiamento di adorazione verso Colui che riceviamo.

Proprio così e soltanto così diventiamo una cosa sola con Lui e pregustiamo in anticipo, in qualche modo, la bellezza della liturgia celeste. L'atto di adorazione al di fuori della santa Messa prolunga ed intensifica quanto s'è fatto nella celebrazione liturgica stessa. Infatti, «soltanto nell'adorazione può maturare un'accoglienza profonda e vera. E proprio in questo atto personale di incontro col Signore matura poi anche la missione sociale che nell'Eucaristia è racchiusa e che vuole rompere le barriere non solo tra il Signore e noi, ma anche e soprattutto le barriere che ci separano gli uni dagli altri».

Zenit 11 marzo 2011

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 Al servizio dell'adorazione eucaristica perpetua

di don Giovanni Lo Sapio* ROMA, venerdì, 11 marzo 2011 (ZENIT.org).- Il Coordinamento Nazionale per l’Adorazione Eucaristica Perpetua nasce dal desiderio di servire le diverse realtà presenti in Italia e che rappresentano quella “primavera eucaristica”, che il Papa Benedetto XVI vede nella Chiesa.

Il movimento eucaristico negli ultimi 20 anni ha subito un colpo d’acceleratore grazie ai tanti doni che lo Spirito Santo ha seminato ovunque. Sempre più forte si percepisce una domanda di spiritualità che sazi la fame di Dio presente nel cuore di ogni uomo, sempre più forte è il grido dell’uomo che cerca autenticità e forza per la propria vita in questo tempo di crisi e disorientamento.

Tante domande, una sola risposta: Gesù Eucarestia! In questo contesto matura l’esigenza di “mettersi insieme”, non è più il tempo di navigatori solitari, solo insieme possiamo fare qualcosa di bello per Dio e per gli altri. In diverse parrocchie italiane lo Spirito ha suscitato il dono dell’adorazione eucaristica perpetua, lo Spirito che opera per il bene di tutti ha spinto le comunità a “mettersi insieme”, per essere lievito e testimonianza che solo davanti a Gesù Eucarestia tutto ritorna al proprio posto.

Zenit 28 febbraio 2011

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Cresce la pratica dell’adorazione eucaristica perpetua (I)

Intervista a don Alberto Pacini

di Antonio Gaspari 

 

ROMA, lunedì, 28 febbraio 2011 (ZENIT.org).- L’adorazione eucaristica perpetua è una realtà presente in tutto il mondo e coinvolge ormai milioni di persone.

In Italia è presente in circa 50 parrocchie con oltre 15.000 adoratori che hanno scelto di vivere la propria vita offrendo un’ora settimanale alla presenza di Gesù Eucarestia.

A Roma il 4 marzo prossimo, alle ore 18,00, nella Basilica di S. Anastasia al Palatino si celebrerà il decimo anno di adorazione eucaristica perpetua.

Ma a cosa serve l’adorazione eucaristica? Perchè c’è questo ritorno ad una pratica antica? Qual è il significato per i credenti? E perchè i non credenti dovrebbero prestargli attenzione?

Queste ed altre domande ZENIT le ha rivolte a don Alberto Pacini, predicatore e rettore della chiesa di S. Anastasia a Roma, che dieci anni fa ha iniziato l'adorazione eucaristica perpetua.

Dieci anni di adorazione perpetua. Da dove è nata questa necessità e quali sono stati i risultati?

Don Alberto Pacini: Nell’antica Basilica di S. Anastasia al Palatino, riaperta durante il Giubileo e funzionante come sacrestia durante gli eventi giubilari, nella zona più antica di Roma, a ridosso del Palatino e dei resti del primitivo insediamento dell’antica Roma, il 2 marzo 2001 iniziava l’adorazione eucaristica perpetua.

Giovanni Paolo II, aveva scritto: “Sì, carissimi Fratelli e Sorelle, le nostre comunità cristiane devono diventare autentiche «scuole» di preghiera, dove l'incontro con Cristo non si esprima soltanto in implorazione di aiuto, ma anche in rendimento di grazie, lode, adorazione, contemplazione, ascolto, ardore di affetti, fino ad un vero «invaghimento» del cuore. Una preghiera intensa, dunque, che tuttavia non distoglie dall'impegno nella storia: aprendo il cuore all'amore di Dio, lo apre anche all'amore dei fratelli, e rende capaci di costruire la storia secondo il disegno di Dio”.

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