Come organizzare AEP

LE SETTIMANE EUCARISTICHE

PREMESSA UTILE
Prima di intraprendere una Settimana Eucaristica è bene chiedersi per quali motivi si intenda proporla alla comunità cristiana ed anche quale sia la portata ed il personale coinvolgimento del Pastore in essa, nei termini di una vera conversione del cuore e della vita pastorale della comunità, ma anche del Pastore.
Non può bastare attivare continuamente una nuova esperienza, per agitare le acque con le novità, come fa la televisione con nuovi programmi per “fare ascolto” e richiamare presenze senza curarsi della qualità, senza il coinvolgimento personale dell’individuo.
È perdente l’atteggiamento di chi si preoccupi solo del numero dei partecipanti, della folla, delle presenze, senza curarsi del cuore di chi è presente, come faceva Gesù.
MIRARE AL FRUTTO
È sbagliato cercare le consolazioni ed il successo, ma è sbagliato anche contentarsi di risultati minimi: non è vero che Dio non ci fa sperimentare il frutto nel nostro operato, che solo altri potranno raccogliere ciò che io ho seminato, come dicono in modo consolatorio, coloro che si contentano della mediocrità e non puntano in alto. È necessario pensare in grande, pur essendo disposti a partire per gradi, da un piccolo resto. Ma è pur vero che, se invece di un piccolo resto e di un minimo tempo da esso dedicato, si punta ad una intera comunità e ad una risposta che la coinvolga in modo totale, Dio benedirà lo sforzo, coronandolo di successo e di frutti insperati.
DIECI DOMANDE PER UN PASTORE
Dieci importanti punti per un riferimento di vita personale e di azione pastorale: 1) È realmente Gesù il centro della mia vita (non è affatto detto che lo sia anche se sono prete)? 2) Quanto tempo dedico personalmente solo a Lui? 3) Quanto tempo dedico al suo servizio quotidianamente (nelle diverse componenti della vita pastorale), raffrontandolo col resto del mio tempo? 4) Sento il desiderio di dare gloria a Dio con la mia vita? 5) Da cosa trae alimento la programmazione pastorale della Diocesi, della Parrocchia, della Comunità religiosa, del Movimento, in cui ho una responsabilità di servizio? 6) A cosa desidero portare la mia comunità? 7) Attraverso quali passi praticamente? 8) Quanto tempo dedico alla formazione personale ed a quella di coloro che servo? 9) Ho il coraggio di ammettere i miei errori e di attuare una dinamica di conversione, a costo di sembrare strano, o sciocco, o inusuale agli occhi di chi ho servito fino ad ora? 10) Indica la tua graduatoria di valori: progresso sociale, liberazione, guarigione, santità, sapienza e cultura, organizzazione, carità, missionarietà, appartenenza.
RIVOLUZIONE PASTORALE
Si tratta di attuare una Rivoluzione Copernicana della pastorale ordinaria: porre l’Eucaristia al centro della vita di una comunità, facendo da essa derivare la vita liturgica, orante, evangelizzante-missionaria, catechistica e caritativa di una intera Diocesi. In altri termini si tratta di ricollocare Dio al suo posto, come Pastore e punto di riferimento centrale della comunità, a cui per primi i pastori, seguiti in ciò dai fedeli, che dai pastori traggono l’esempio per via naturale, possano riferirsi quotidianamente (“Polo di attrazione della comunità” MND 18), secondo l’illuminante esempio del Santo Curato di Ars. Quindi nelle parrocchie si potrà assistere a quel rifiorire della vita pastorale, che tutti auspicano procedendo ancora a tentoni per vie umane, sociologiche, intellettualistiche, del tutto inadeguate e fallimentari, rispetto alla sfida del tempo. Da questo necessario cambiamento deriva un modo differente di impostare la pastorale a partire dall’Eucaristia: ben celebrata ed adorata (vita liturgica), pregata (vita spirituale), conosciuta a fondo a partire dalle sante scritture (dimensione biblica-catechetica), attualizzata come pane spezzato per le povertà del mondo (attività caritativa), testimoniata ed annunciata (dimensione missionaria ed evangelizzatrice dei lontani), fonte di comunione e di raccordo dei carismi diversi (comunione ed arricchimento reciproco tra movimenti ecclesiali), fonte inesauribile dello Spirito Santo (Eucaristia perpetua Pentecoste).
IL CUORE DELLA PASTORALE ORDINARIA
Per ottenere questa trasformazione non basta avere qualche ora sporadica di adorazione, come avviene nelle diocesi e nelle parrocchie, le quali hanno la loro brava adorazione settimanale, o mensile… ma rincentrare tutto a partire da Cristo, vivo e presente nell’Eucaristia. La dimostrazione di questo teorema è data dalle parrocchie che si sono aperte all’Adorazione Eucaristica Perpetua, le quali in ciò hanno trovato grande beneficio dei singoli e della comunità intera, con un potente risveglio in tutti gli ambiti della pastorale ordinaria. Tutto questo è logico: infatti è spontaneo ben celebrare Colui che ho incontrato e con cui ho una relazione personale, di cui assaporo costantemente la presenza viva, mentre parla al mio cuore, mi fa innamorare sempre più di sé e mi suscita ardente desiderio di conoscerlo e di servirlo, imitandone i passi nella santità di vita e seguendoli quotidianamente per la vita intera. Quanto più i raggi di una ruota si avvicinano al centro, tanto più si avvicinano tra di loro e viceversa, quanto più distano dal centro, tanto più distano tra di loro. Quanto maggiore è la vicinanza al centro, tanto maggiore la stabilità, quanto maggiore la distanza, tanto maggiore la facilità alla torsione e devianza.
COSA SONO
Le settimane Eucaristiche sono un’esperienza di missione rivolta alle comunità cristiane parrocchiali, per far loro sperimentare e comprendere bene il valore del Sacramento dell’Eucaristia, culmine e fonte della vita ecclesiale e per rigenerarle centrando l’attenzione e la vita pastorale su Cristo, realmente presente nel Sacramento dell’Amore.
La Chiesa vive dell’Eucaristia, scrisse magistralmente Giovanni Paolo II e questo si sperimenta e si dimostra con la celebrazione di una settimana Eucaristica, che rigenera e rivitalizza tutto il tessuto parrocchiale, esponendolo alla predicazione Mistagogica, alla catechesi ed a una intensa esperienza di preghiera di adorazione al SS. Sacramento solennemente esposto per tutta la settimana.
Il gruppo di evangelizzazione, composto da uno o più sacerdoti, da religiose e laici offre l’immagine della Chiesa con le sue diverse membra, che tutte collaborano per la realizzazione del Regno di Dio, offrendo la loro testimonianza e supporto ai vari momenti formativi e di preghiera, visitando tutti i gruppi e le realtà che compongono la comunità parrocchiale.
L’intensa settimana, che prevede anche una notte di adorazione, suscita grande entusiasmo e novità di vita, centrata nell’Eucaristia e da lo slancio per impiantare tempi prolungati di adorazione Eucaristica (quotidiana, o perpetua cioè 24 ore al giorno – a seconda della risposta della comunità).
QUALI FRUTTI PORTANO
Le settimane Eucaristiche generano un rinnovato slancio nella partecipazione dei fedeli a tutta la vita pastorale di una parrocchia. Normalmente la scoperta del significato e del valore del Sacramento dell’Eucaristia, attraverso catechesi e mistagogie, è associata ad un’intensa esperienza di preghiera e porta ad una maggiore consapevolezza ed amore nei confronti di esso. Le persone scoprono Chi celebrano, Chi ascoltano e ricevono, ogni volta che si accostano all’Eucaristia domenicale e maturano il desiderio di una partecipazione sempre più intensa ed attenta. Nasce un desiderio di conoscere di più il messaggio cristiano e la Parola di Dio, di vivere meglio la carità operosa e di partecipare più attivamente alla vita cristiana ed all’impegno missionario. In altri termini la parrocchia viene “rigenerata”.
Anche i cosiddetti “lontani“ possono beneficiare, più o meno consapevolmente, dell’evento di grazia che li riavvicina alla vita ecclesiale, anche dopo anni di lontananza da pratiche di fede, per le ragioni più disparate.
LA PREPARAZIONE
La settimana Eucaristica deve essere preparata con un tempo prolungato di preghiera, con un debito annuncio a tutti i livelli della comunità, al fine di creare aspettativa in tutti, così che
essa non giunga di sorpresa, o inaspettatamente, ma sia piuttosto un evento desiderato da tutti. Normalmente nei giorni e la domenica precedenti l’inizio della settimana Eucaristica, si chiede ai parrocchiani di mettersi a disposizione per coprire i turni di adorazione, che dunque saranno adeguati alle disponibilità, durante tutta la settimana. Spesso i turni e le presenze aumentano col trascorrere dei giorni di missione.
VISITA ALLE FAMIGLIE
Poiché si tratta di una settimana di missione, si propende ad offrire l’opportunità dell’incontro dei missionari con i più lontani, piuttosto che con coloro che normalmente frequentano. Ma, ove possibile si cerca di raggiungere tutti, anche nelle loro case, cosicché l’esperienza della “visitazione” costituisca per tutti evento di salvifico della presenza di Cristo.
IL CONSIGLIO PASTORALE
Tra i primi da incontrare c’è il Consiglio Pastorale Parrocchiale, al quale presentare l’importanza sia della Settimana Eucaristica che degli sviluppi successivi di una adorazione prolungata, secondo la risposta dei fedeli. Il C.P.P. certamente influirà nella promozione e diffusione dell’evento e se ne assumerà la paternità con responsabilità, garantendone la continuità nel tempo. Il coinvolgimento del laicato nella vita pastorale della Chiesa, è uno degli elementi su cui insiste tanto la moderna ecclesiologia e che è necessario richiamare, per fare progredire la consapevolezza che la parrocchia non è proprietà privata del parroco. Se i laici sono convinti e motivati, ogni attività può avere un futuro, viceversa ogni cosa risentirà di andamenti fluttuanti, anche la vita pastorale.
LE REALTÀ PARROCCHIALI
I missionari incontrano tutti i gruppi e le realtà della parrocchia, nel giorno e nell’ora in cui si incontrano normalmente, essendo stati avvertiti previamente, in modo che attendano e desiderino quel momento di grazia per loro. L’incontro può svolgersi in chiesa, in forma di catechesi eucaristica, durante l’adorazione, come suggeriscono le norme per il culto eucaristico fuori della Messa, oppure nei locali in cui normalmente ci si incontra, per offrire spazi di dialogo ed interazione, tra i partecipanti ed i missionari.
Già durante questi incontri si possono consegnare le schede di adesione all’adorazione Eucaristica, che nascerà dalla settimana di missione, cosicché i fedeli si sentano coinvolti a fare un passo in più nella fede e nella adesione a Cristo.
CATECHESI COMUNITARIE
Ogni sera si dispone un tempo di approfondimento delle tematiche della missione aperto a tutto il resto della comunità, che cioè non necessariamente coinvolga gruppi particolari. È bene preferire momenti in cui la gente normalmente è abituata a frequentare, oppure individuare orari “comodi” per assicurare il massimo della partecipazione, senza però eccessive apprensioni riguardo al “numero” dei presenti: infatti è sempre comunque Dio che dispone per ciascuno il tempo ed il momento della grazia. Per una debita previa preparazione dei fedeli è bene disporre di copie dei documenti magisteriali come: Novo Millennio Ineunte, Ecclesia De Eucharistia, Mane Nobiscum Domine, Redemptionis Sacramentum, Sacramentum Caritatis, che offrono la base della dottrina sull’Eucaristia ed il solido fondamento su cui poggiare un successivo approfondimento.
ADORAZIONE PROLUNGATA
Uno degli obiettivi primari della settimana Eucaristica è quello di fare nascere nei fedeli della parrocchia, ma anche in chiunque sia interessato, il desiderio di adorare il Signore e stabilire con lui un rapporto di personale intimità. “Le nostre comunità cristiane devono diventare autentiche scuole di preghiera – scrisse Giovanni Paolo II - dove l'incontro con Cristo non si esprima soltanto in implorazione di aiuto, ma anche in rendimento di grazie, lode, adorazione, contemplazione, ascolto, ardore di affetti, fino ad un vero invaghimento del cuore. Una preghiera intensa, dunque, che tuttavia non distoglie dall'impegno nella storia: aprendo il cuore all'amore di Dio, lo apre anche all'amore dei fratelli, e rende capaci di costruire la storia secondo il disegno di Dio” (Novo Millennio Ineunte n°33).
LA CAPPELLA DI ADORAZIONE
È bene che il parroco stabilisca un luogo dove l’adorazione si possa svolgere per tutta la settimana, senza interferire con lo svolgimento delle normali attività della parrocchia ed in modo che non si debba interrompere durante le celebrazioni, un luogo in cui, in modo sommesso ma intenso, scorra il fiume della preghiera ed in cui anche persone lontane dalla fede si possano avvicinare, come normalmente avviene. Di solito la prima Messa del mattino da inizio all’adorazione di ogni giorno, come è logico che avvenga, poiché l’adorazione nasce dalla celebrazione, ed un momento serale la conclude, magari con la benedizione dei presenti.
LA NOTTE DI ADORAZIONE
È utile sperimentare una notte di adorazione, cui molte comunità cristiane non sono abituate e che suscita spesso perplessità ed infondati timori. Trovarsi nel contesto di grazia di una notte di veglia con il Signore, riporta a quanto è avvenuto nella storia della Salvezza durante le notti: la Creazione, l’Alleanza, la Pasqua, la Nascita del Messia, l’istituzione dell’Eucaristia… Pregare nella notte riporta all’esperienza annuale della Veglia Pasquale e di ogni momento in cui la Chiesa vive la grazia del vigilare nell’attesa del ritorno di Cristo.
Si raccolgono i nominativi disponendoli su una tabella, riportante le ore della notte e si invitano i parrocchiani ad assumersi la responsabilità di essere presenti nelle ore assegnate. Di notte come di giorno gli adoratori assicurano la presenza orante davanti al Signore. Di solito l’esperienza è molto efficace nella vita di tanti, che immediatamente ne percepiscono la bellezza e la portata e quindi se ne fanno promotori presso gli altri fedeli..
PROCESSIONE EUCARISTICA
Dove questo sia possibile, è bene pensare ad una Processione Eucaristica, per le vie dalla parrocchia per dare ai fedeli ed a tutti gli abitanti della zona, la gioiosa esperienza del trionfo messianico di Cristo. La processione è uno dei momenti di grazia di una comunità, offre l’esperienza gioiosa del passaggio di Cristo, nei luoghi e nella realtà che tutti abitiamo e frequentiamo ogni giorno. Il passaggio processionale dell’Eucaristia è evento di grazia, porta benedizione, pace, riconciliazione, la luce sfolgorante che vince la notte del male e restituisce ai luoghi paganizzati, la piena appartenenza a Cristo. Quanto più ci ritraiamo nel nostro ambito privato, tanto più la paganizzazione e secolarizzazione del mondo avanza, fino a farci credere che la fede non deve essere vissuta all’esterno per non sembrare imposizione per gli altri.
IL GRANDE MANDATO
Il sabato e la domenica conclusivi, in tutte le Messe si da l’annuncio dell’intenzione di far nascere l’adorazione prolungata dell’Eucaristia (quotidiana o perpetua, cioè 24 ore al giorno), al termine dell’annuncio segue la distribuzione delle schede di adesione, in modo che i presenti si possano impegnare contestualmente, ad offrire un’ora alla settimana, per vegliare con Gesù, secondo quanto egli stesso chiese ai suoi: “Vegliate con me… Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione” Mt 26,39-41. Vogliamo offrire quell’ora a Gesù, anche in riparazione dei nostri peccati.
SUSSIDI UTILI
Nel sito: www.adorazioneperpetua.it, del movimento eucaristico nazionale italiano, associato con la Federazione Mondiale Opere Eucaristiche è possibile trovare degli utili sussidi, per la predicazione e la riflessione dei fedeli, per l’organizzazione pratica dell’adorazione prolungata, o perpetua, testimonianze, documenti del Magistero e quant’altro. Si possono scaricare ed utilizzare liberamente, duplicandoli e moltiplicandoli se occorre.

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