Intervista a Radio Vaticana di Dobn Alberto Pacini

RadioVaticana 09122015

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In occasione del Giubileo della Misercordia si sta sempre più diffondendo nelle parrocchie italiane l’adorazione eucaristica perpetua. Già da circa 10 anni è attivo un sito, www.adorazioneperpetua.it, che collega in rete tutta l’Italia, rendendo possibile un’opera di evangelizzazione che ha portato alla nascita di oltre 80 adorazioni perpetue in tutte le regioni.

Alessandro Filippelli ha intervistato don Alberto Pacini, rettore della Basilica di Sant’Anastasia a Roma, che da cinque anni è luogo di adorazione eucaristica perpetua:

R. – Il Papa ci sta dicendo che abbiamo bisogno del “polmone della preghiera” per dare un senso al nostro agire. Questo ce lo ha detto nella Evangelii Gaudium, ma ce lo sta ripetendo anche oggi, invitandoci ad essere concreti, non solo nella testimonianza, nell’annuncio, uscendo fuori dalle nostre Chiese, ma anche nella carità, nelle opere di misericordia corporale e spirituale. E una di queste opere sarà precisamente quella di rendere le nostre chiese luoghi accoglienti per la preghiera, luoghi non solo aperti, luoghi nei quali chi si trova naufrago in queste nostre città e in questo mondo possa trovare accoglienza, amore, misericordia. Facendo propria l’iniziativa della proposta di adorazione perpetua, il cardinale Vallini ci ha invitato per questo Giubileo a far nascere in tutte le prefetture di Roma, 36 prefetture, almeno una adorazione eucaristica perpetua. Questo dando seguito all’iniziativa che avemmo nel 2007 e che il Papa approvò - allora Papa Benedetto - di avere una adorazione perpetua per ognuno dei cinque settori di Roma.

D. – Fu San Giovanni Paolo II che in occasione del Giubileo del 2000 chiese di trasformare le comunità cristiane in vere scuole di preghiera. Lei è stato uno dei primi a rispondere a quell’invito…

R. – Quando il Papa disse “prendete il largo”, noi ci siamo fidati di questa parola e abbiamo gettato le reti. Cosicché il 2 marzo del 2001 a Roma, prima fra tutte le chiese di Roma e di tutte le parrocchie in Italia, abbiamo aperto l’adorazione eucaristica perpetua. Con questo non vogliamo dire che fosse la prima in assoluto, ma che fosse la prima fra le chiese con un’iniziativa aperta ai laici e al popolo di Dio.

D. – Com’è possibile avvicinare chi non frequenta i sacramenti all’adorazione perpetua?

R. – Chi non frequenta i sacramenti molto spesso è attratto proprio da quel silenzio orante, quel silenzio meditativo, e pian piano in maniera sorprendente si avvicina ai sacramenti proprio da questa esperienza, da questa proposta di preghiera silenziosa.

D. – Quali sono i frutti di questa importante e decisiva devozione?

R. – Io non la chiamerei devozione, la chiamerei piuttosto prosecuzione di quella che è la celebrazione eucaristica. Infatti, non vogliamo creare una dicotomia tra celebrazione e poi, diversamente, adorazione, ma piuttosto creare quell’ambiente orante nella celebrazione che poi si prolunga nell’adorazione.

D. – Lei ha parlato molto delle iniziative appunto in Italia, ma qual è la situazione negli altri Paesi oltre l’Italia, quindi nel mondo?

R. – Nelle Filippine tutte le parrocchie hanno l’adorazione eucaristica o perpetua o quotidiana e hanno la cappella apposta per questo. Negli Stati Uniti sono migliaia le parrocchie in tutto il Paese che hanno l’adorazione eucaristica perpetua. E in tutto il resto del mondo si contano più di novemila adorazioni eucaristiche perpetue, un po’ in tutti in continenti. Quindi è davvero quella che chiamava Papa Benedetto “una nuova primavera dell’Eucaristia”.

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